Simeone e Samir

 

SIMEONE E SAMIR
dialoghi notturni tra un cristiano e un musulmano
uno spettacolo di alessandro berti
dal libro omonimo di ignazio de francesco
con alessandro berti e sergio brenna
cura gaia raffiotta
una produzione casavuota – unedi – i teatri del sacro

“La collaborazione con Ignazio De Francesco è per me sempre fonte di stimoli e scoperte. Dopo le quasi cinquanta recite di LEILA DELLA TEMPESTA, ancora in scena nei teatri, nelle chiese e nelle carceri italiane, io e Ignazio ci siamo incamminati lungo il sentiero di un’altra sfida. Si tratta, stavolta, di un dialogo tra due uomini, un cristiano e un musulmano, situato ai tempi dell’incontro tra Francesco e il Sultano, ottocento anni fa esatti, incontro attualizzato con forza anche dall’altro Francesco, papa Bergoglio, che pochi mesi fa ha spiazzato molti con l’incontro e il documento di Abu Dhabi, un testo fondamentale per il futuro della convivenza tra islam e cristianesimo.
Io e Ignazio, per una volta liberi dal presente, almeno dal punto di vista dell’ambientazione, ci concentriamo in SIMEONE E SAMIR su certe invariabili di un dialogo possibile tra fedi, situando l’azione in una grotta, di notte, alla vigilia di una battaglia tra esercito crociato e esercito islamico. I personaggi in scena, un medico cristiano apostata, furbetto, inquieto e un brigante islamico tutto cuore e devozione, fanno assieme un percorso di conoscenza obbligato, un corso accelerato di dialogo: prima si scontrano, poi dibattono, poi ricordano, infine arrivano a cantare e addirittura danzare assieme, prima di un finale inaspettato in cui dovranno decidere se e come continuare la fuga da chi per vari motivi li sta braccando.
Fin dall’inizio, da quando Ignazio mi ha parlato del testo che stava scrivendo, e che sarà pubblicato a maggio 2019, in corrispondenza col debutto della versione teatrale, ho avuto alcune intuizioni registiche: una scena povera, polverosa; due uomini vestiti in foggia antica ma semplicissima, sobria, i vestiti simili di un brigante e un medico mediorientali; una centralità della recitazione spoglia, pausata, lungamente ascoltata, vissuta dai due attori senza artifici retorici. Insomma si tratterà di un dialogo che sappia parlare in modo popolare di fede, di teologia ma anche di poesia, un teatro in cui la musica, il canto e la parola detta, nella loro semplicità pre-tecnologica, richiamino chi guarda e ascolta all’Eterno comune. Interumano prima che interculturale e interreligioso.”
Alessandro Berti

debutto nazionale 22-23 giugno 2019 per I Teatri del Sacro
San Pietro in Castello, Ascoli Piceno
www.iteatridelsacro.it