Black dick

 

BLACK DICK
bugie bianche capitolo primo
uno spettacolo di alessandro berti
una produzione
casavuota
con l’aiuto di gender bender festival – teatro comunale laura betti – ater – barfly il teatro fuori luogo – opera prima festival- mezza stagione errante – ogni casa è un teatro

Cos’hanno in comune il film italiano del dopoguerra IL MULATTO e la battaglia degli attori porno neri di oggi per la fine degli stereotipi sul set? E le proteste sui campi di football durante l’inno nazionale americano di questi anni, cosa devono alla SILENT MARCH di inizio secolo? Cosa ci dice il diritto coloniale europeo riguardo alla paranoia del BLACK PERIL, il pericolo nero, quel mix di terrore e desiderio per il corpo del maschio nero da parte dei bianchi? E oggi, qui da noi, siamo davvero all’inizio di qualcosa o ripetiamo un copione già scritto? Perché in Italia ogni aggressione sessuale da parte di un uomo nero verso una donna bianca suscita odio, scalpore nazionale mentre l’abuso di giovani donne nere da parte di bianchi avviene continuamente in silenzio, anzi è alla base di un’intera parte di immigrazione? E ancora: come si sono comportati gli italiani in America con gli afroamericani? Che posizione abbiamo preso lungo la linea del colore? Che tipo di modello di maschio nero è Muhammad Alì? O Malcolm X? O James Baldwin?

BLACK DICK (bugie bianche capitolo primo) è il catalogo di un passato e un presente pieni di ipocrisie, omissioni, aggressioni, segregazioni e comodi riposizionamenti. Nella speranza, e nella convinzione, che, come ricorda Cornel West, la condizione perché ci sia verità, è permettere al dolore di parlare.

debutto 29-30 ottobre 2018 per GENDER BENDER FESTIVAL
Teatro Laura Betti, Casalecchio di Reno (BO)
www.genderbender.it

Dicono di Black dick

“Un vero grande spettacolo capolavoro. Berti in realtà recita mentre snocciola dati, all’inizio, facendo finta di condurti con discrezione in una realtà da conoscere meglio. Assume il ruolo insinuante del velaraccontoiolaverità e continuamente smonta il discorso costituito con colpi di scena linguistici e testuali, con ammiccamenti, con una ritualità sulla ricerca della verità, irta di salti, di deviazioni, di difficoltà, di rovesciamenti esercitati con virtuosismo attoriale consapevolmente dimesso. E poi recita questi due pezzi che ti stringono la pancia, il cuore, l’intelligenza, diventando, con la distanza della maschera, verissimo, portandoci nel cerchio magico emozionante della tragedia, noi, complici o semplici spettatori o sodali. Insinua l’idea che l’unica strada, contro il razzismo, contro il pregiudizio, contro una realtà ridotta a paure, spettri, incubi, e rivendicazioni, aggressioni, atteggiamenti di superiorità, l’unica via sia quella di costruire ponti verso gli altri, ascoltando. E allora anche questo spettacolo che parla di attori porno, di donne in calore, di bianchi che linciano o si fanno succubi e di neri che accettano le maschere deformate che vengono imposte loro e le rinforzano, in una lotta alla resistenza che si trasforma in aggressione, anche questo spettacolo diventa una tappa del teatro mistico di questo attore reggiano installatosi a Bologna, che preferibilmente mostra i suoi intimi intensi monologhi o scarni dialoghi in casa sua, lo spazio Casavuota in via San Felice.”
Massimo Marino su Doppiozero www.doppiozero.com/materiali/alessandro-berti-storia-di-cazzi-neri-e-di-bugie-bianche